Sportelli MAVI settembre-dicembre 2024

Breve report delle tematiche affrontate

Da alcuni mesi è ripreso lo Sportello MAVI, occasione di confronto e supervisione per gli Esperti MAVI alle prese con il metodo.

In questi mesi ci siamo confrontati sia su percorsi individuali che su attività in classe.

Una richiesta è arrivata da una Esperta MAVI contattata da un privato che le ha chiesto un percorso per la figlia sorda: la bambina va alla scuola primaria e presenta un deficit linguistico importante. L’attività MAVI avrà sì l’obiettivo di lavorare ad un miglioramento delle competenze di comprensione del testo (MAVI TESTUALI) e ampliamento lessicale, ma allo stesso tempo potrebbe essere utile un’attività di scrittura creativa (MAVI SCRITTURA), ovviamente con un forte scaffolding per sostenere le competenze linguistiche non ancora presenti. Creare un testo “personale” sarà un’esperienza motivante sulla quale poter lavorare sui singoli aspetti (testuali, grammaticali o semantici).

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INSEGNARE ITALIANO IN STILE MA.VI.

Avendo lavorato per oltre quindici anni con i MA.VI. esclusivamente sulla sordità, scoprire che potevano essere un valido strumento anche per lavorare con altri bisogni linguistici è stato entusiasmante.

Tuttavia, sperimentare e verificare che i MA.VI. potevano essere un ottimo strumento di potenziamento linguistico, anche all’interno dei programmi di insegnamento dell’italiano nella scuola primaria, è stata una delle esperienze professionali più intense che ho avuto.

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I MA.VI. CON GLI ADULTI: TRA COMPETENZA GRAMMATICALE E LINGUISTICA (IL DISCORSO DIRETTO E INDIRETTO)

Come spiegare l’utilizzo del discorso diretto e indiretto ad una persona adulta con bisogni linguistici?

Partire con la grammatica tradizionale? Ripetere le formulette studiate a scuola? Fare esercizi scolastici? Usare frasi di esempio?

Siamo ESPERTI MA.VI.: questo non ci può bastare…

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UN’ESPERIENZA DI MA.VI. GRAMMATICA IN LINGUA INGLESE E RIFLESSIONI LINGUISTICHE COMPARATE

Nell’immagine un’applicazione dei MA.VI. GRAMMATICA ad un testo inglese: i bambini, allenati ad usare i colori nell’analisi grammaticale in lingua italiana, sono riusciti a marcare anche questo testo (in verde i sostantivi, in rosso gli aggettivi, in arancione gli articoli)…

Da qui lo spunto per fare qualche riflessione…

È possibile applicare il nostro metodo ad altre lingue?

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Avvicinarsi alla lingua… scrivendo una storia!

I MA.VI. SCRITTURA come primo passo verso l’apprendimento linguistico per bambini stranieri

Il bambino protagonista di questa esperienza è un bambino straniero in terza primaria, con il quale si è svolta un’attività di potenziamento linguistico di circa un’ora a settimana per tutto l’anno scolastico.

All’inizio dell’esperienza l’alunno, nonostante sia nato in Italia e abbia frequentato regolarmente la scuola dell’infanzia e i primi anni di primaria, presentava uno stadio iniziale di apprendimento della L2, definibile come A2, che inficiava la sua partecipazione alle attività scolastiche.

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IL METODO MA.VI. SUMMER SCHOOL

Riflessioni e contributi.

Nel mese di luglio è finalmente ripartita la tanto attesa formazione  MA.VI. Si è tenuta, dopo un po’ di tempo dall’ultimo corso la formazione, tramite piattaforma zoom, che ha visto partecipanti competenti e dinamici, impegnarsi in una nuova fase di ripartenza per il metodo MA.VI. Il corso è stato pensato in un’ottica costruttivista, in un modello di apprendistato cognitivo in cui il discente viene accompagnato dal docente con la costruzione di una impalcatura (scaffolding) che viene pian piano tolta diminuendo il supporto (fading) per lasciare il discente libero di  sperimentare e ragionare sui fatti linguistici, nello specifico.

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Giocare con la lingua italiana.

Verso la fine di quest’anno scolastico ho proposto ai miei alunni, frequentanti prima e seconda, alcuni giochi per “usare” la lingua italiana in modo “alternativo”, proponendo loro spunti giocosi per appassionarsi ad esercitare ciò che avevano appreso nel corso dell’anno.
Ho proposto alcuni giochi creati da me ed altri con l’ausilio di dadi che riportano sulle loro facce lettere o figure.

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Organizzazione della conoscenza e educazione linguistica. Le reti semantiche in versione MAVI-ILC

Venerdì 14 giugno 2024 abbiamo partecipato al convegno Knowledge organization across disciplines and media, tenuto online con la partecipazione di studiosi brasiliani, italiani, canadesi, portoghesi e croati. 

Per knowledge organization (organizzazione della conoscenza) si intende l’insieme di principi e tecniche con cui i contenuti di libri, dischi, video, siti o qualsiasi altra risorsa informativa possono essere indicizzati per poterli ritrovare e scorrere, tanto sugli scaffali di una biblioteca come in un catalogo digitale.

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Perché non basta insegnare ai sordi (e non solo) la grammatica per risolvere il problema della comprensione del testo?

Prima di tutto, nessuno di noi (udenti) ha avuto bisogno di un manuale di grammatica per imparare la lingua italiana: gli studi ci dicono che già a 48 mesi i bambini possiedono le strutture di base della lingua alla quale sono esposti, essendo perciò in grado di comprendere e produrre frasi di notevole complessità morfo-sintattica.

Uno dei modelli che spiegano come ciò sia possibile è quello illustrato da Chomsky secondo il quale le lingue, apparentemente molto diverse, hanno in realtà caratteristiche comuni, previste all’interno delle opzioni della grammatica universale. Quest’ultima è intesa come uno schema innato comune a tutte le lingue, ovvero un insieme di principi altamente restrittivi, dotati di parametri, «che possono essere fissati sulla base dell’esperienza in un modo o nell’altro» (Chomsky 1998).

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Che cos’è il METODO MA.VI.?

Dal manuale EDUCARE ALLA LETTURA CON IL METODO MA.VI., M.M. Sebastiani e E. Valenzano, Amazon 2024 pp. 20-22

“Da quel 2003, il metodo ha cominciato ad essere usato con studenti iscritti a scuole di qualsiasi ordine e grado, dall’infanzia all’università, con specifiche difficoltà linguistiche (sordi, stranieri ecc.) o semplicemente alle prese con il normale percorso di apprendimento della lettoscrittura.

Infatti «l’acquisizione di capacità, compresa quella di leggere, perde di valore quando ciò che si è imparato a leggere non aggiunge nulla d’importante alla nostra vita» (Bettelheim 1976, p. 10)

In questa frase vi è per noi l’estrema sintesi del significato che dovrebbe avere per un bambino l’apprendimento dell’abilità di lettura: ciò che apprende attraverso di essa dovrebbe rappresentare qualcosa di significativo per la sua esistenza.

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